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WU QI

Wu Qi (letteralmente Wu=”Guerra” e Qi=”Strumento”, quindi “Strumento di Guerra”=Arma) è la pratica con le armi del gongfu. Nel nostro sistema, la pratica armata prevede lo studio sia delle armi da difesa personale più comuni (bastoni di varie lunghezze, coltello, palm stick ecc.), sia di varie armi tradizionali (spade di vario tipo, sciabole, lance ecc.).

 

Questo perché l’obiettivo della pratica armata è quello di sviluppare varie qualità psicofisiche, ed ogni arma permette un lavoro specifico per la sua tipologia. Laddove i bastoni sviluppano qualità di reale difesa personale, in quanto armi di facile reperibilità in caso di pericolo reale, il lavoro con le spade dona al praticante una mobilità diversa rispetto alle armi contundenti, obbligandolo a movimenti differenti per svolgere bene il taglio e gestire la maggiore distanza di ingaggio.

La pratica si svolge sempre tenendo conto della realtà del combattimento, non quindi attraverso forme ma con esercizi volti a sviluppare il massimo potenziale sia di difesa che di offesa dello strumento utilizzato. L’allenamento si svolge in piena sicurezza con armi di legno e protezioni adeguate, e nel rispetto dei compagni di pratica.

Wu Qi - Shifu Costantino Valente
Wu Qi - Shifu Massimiliano Di Meglio

La pratica con le armi si inserisce nella pratica del gongfu interno con un triplice scopo: lavorare sulla gestione del corpo, dovendo gestire uno strumento esterno inerte, e costringendo quindi ad attivare dei movimenti interni che ne vadano ad equilibrare il peso; lavorare sulla gestione della distanza, percependo la portata diversa delle singole armi e modificando il proprio modo di muoversi nello spazio, sempre controllato ma di necessità più ampio che in uno scontro a mani nude; lavorare sull’aspetto mentale, sulla concentrazione e sulla decisione, attraverso la pericolosità intrinseca degli strumenti utilizzati, che richiedono un’attenzione e quindi un controllo maggiore.

L’obiettivo della pratica armata è giungere ad usare un qualsiasi strumento esterno come se fosse parte del proprio corpo, sviluppando quindi capacità avanzate di gestione del corpo, qualità tattiche, e migliorando la propria efficacia in situazioni di combattimento o di scontro reali, armate e non; si traduce inoltre nella quotidianità in una maggior sicurezza di sé sia nel movimento che nel confronto con gli altri.

Il sistema è pensato per essere semplice e di immediato utilizzo, non formale ma il più possibile legato allo sviluppo di qualità d’azione: il programma tecnico si ripete in maniera simile per tutte le tipologie di armi, andandone di volta in volta ad esaltare le caratteristiche specifiche, i punti di forza e di vulnerabilità, ed andando a valutare la migliore strategia di difesa sia attraverso che contro l’arma studiata. L’aspetto tattico è studiato sia dal punto di vista della difesa personale che dell’arma tradizionale, immergendosi nella realtà del combattimento.

Il combattimento armato sviluppa qualità mentali diverse rispetto alle altre arti marziali: la percezione del pericolo data dall’arma costringe ad un’attenzione maggiore, in quanto in un combattimento armato anche il singolo errore potrebbe risultare fatale. Questo è il motivo per il quale nella storia l’”arte della spada” è stata spesso associata anche alle pratiche meditative: la concentrazione che genera un combattimento armato è la stessa della “pura presenza”, della “pura attenzione al momento presente”; è mettere in campo la propria vita nel singolo istante, e pertanto essere completamente presenti a sé stessi con tutto il proprio essere. È questo il motivo per cui, per un guerriero, la propria spada è la propria anima.

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Shifu Costantino Valente

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